Onde Radio, elettromagnetismo, propagazione elettromagnetica, Guglielmo Marconi, invenzione della radio
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Onde radio e loro propagazione
Fonte: http://www.msmountain.it
 
Radio
 

 

Cenni sulle onde radio e loro caratteristiche

Le onde radio sono una parte del vasto insieme delle onde elettromagnetiche con le quali conviviamo quotidianamente. Essendo questo un sito di escursionismo, che vuole comunque introdurre anche argomenti complessi in qualche modo correlati alla pratica dell'andare in montagna con la speranza di stimolare l'interesse e fornirne le basi in modo che poi ognuno possa approfondire a seconda della sua curiosità, non verrà fatta una trattazione troppo prolissa sull'argomento, vasto ed interessante ma che andrebbe sviluppato comunque in modo essenzialmente tecnico. Ci limiteremo a dare qualche indicazione per comprendere il fenomeno, delle grandezze utilizzate per descrivere il comportamento delle onde radio e delle loro proprietà in funzione dell'utilizzo degli apparati radio.

Per una spiegazione veloce dei termini qua utilizzati si veda anche la pagina del Glossario radio. Alcune delle immagini qua riportate come esempio sono state gentilmente messe a disposizione da amici radioamatori, anche se alcuni apparati in foto sono ormai obsoleti e poco utilizzati.

Occorre precisare che le onde radio non sono qualcosa di inventato dagli uomini ma esistono già in natura, associate a fenomeni fisici che grazie ad esse possono essere studiati (si veda ad esempio la radioastronomia), come la vita delle stelle od il movimento della crosta terrestre, oppure, nel campo più esteso delle onde elettromagnetiche (di cui le onde radio sono un sottoinsieme), si pensi alla stessa luce visibile, alle radiazioni, ecc. La differenza principale delle onde radio che noi avremo a trattare, è che le onde radio utilizzate per le comunicazioni sono generate artificialmente dall'uomo.

Lo studio delle onde radio inizia nel 1873 ad opera dello scozzese James Clerk Maxwell che pubblicò il suo "Trattato di Elettricità e Magnetismo" e successivamente la "Teoria Dinamica del Campo Elettromagnetico", opere che analizzando matematicamente i fenomeni ottici, elettrici e magnetici riuscivano a dimostrare la natura ondulatoria degli stessi e che ad essi potevano essere applicate le stesse leggi. Maxwell così prevedeva l'esistenza delle onde radio ancora prima che esse potessero venire generate. La conferma sperimentale delle teorie di Maxwell avvenne nel 1888 ad opera di Heinrich Rudolf Hertz, studioso tedesco che costruendo un oscillatore, producesse scariche elettriche le quali a loro volta generavano onde elettromagnetiche. In prossimità dell'oscillatore, apparecchio da lui stesso ideato, Hertz poneva un altro apparecchio di sua invenzione, denominato risonatore, ove si sviluppavano scintille fra due piccole sfere del dispositivo stesso quando l'oscillatore era in funzione senza che i due apparecchi fossero in contatto fra loro. Lo stesso Maxwell dimostrò che le onde elettromagnetiche si propagano nel vuoto e che nel vuoto la loro velocità è pari a quella della luce (poco meno di  300.000 Km/s). Gli esperimenti si susseguirono ad opera di Hertz, dell'italiano Augusto Righi e successivamente altri  scienziati sino a che fu Guglielmo Marconi che riuscì a creare nel 1895 il primo vero trasmettitore dotato di antenna e a poter portare il ricevitore a distanza prima di pochi metri, poi successivamente ad un Kilometro di distanza, oltre ad una collina che si interponeva fra i due apparati. Questo esperimento segnò di fatto la nascita del "telegrafo senza fili", termine coniato dallo stesso Marconi.

Nella sostanza il trasmettitore alimentato da una corrente elettrica alternata di ampiezza e frequenza costanti generava un'onda elettromagnetica, (detta onde hertziana prima e onda radio successivamente, di ampiezza e frequenza costanti, ovvero quella che venne poi chiamata "onda portante". L'apparato di Marconi, in origine, trasmette solo un segnale continuo che può essere interrotto interrompendo il circuito. Effettuando questa operazione mediante un tasto simile a quello del già conosciuto telegrafo si otteneva un telegrafo senza fili, capace di essere ricevuto a distanza senza un collegamento diretto.

Marconi dovette cercare in Gran Bretagna il sostegno per la sua invenzione (già allora si notava la tipicamente scarsa lungimiranza italica in fatto di novità tecnologiche) ma col tempo riuscì a migliorare gli apparati, trovare nuovi finanziamenti ed intraprendere una vera attività commerciale che lo rese ricco e famoso. La ricerca ovviamente non si fermò, poiché nel 1901 Marconi, sfruttando il fenomeno della propagazione ionosferica che allora non si conosceva ma che forse lui stesso aveva intuito, riuscì a collegare tramite il "telegrafo senza fini", le due sponde opposte dell'Oceano Atlantico, aggirando così l'ostacolo della curvatura terrestre.

Se Guglielmo Marconi è considerato il padre della radio, lo sviluppo della radiofonia, ovvero la trasmissione di suoni attraverso l'uso delle onde radio, avvenne essenzialmente ad opera di altri valenti scienziati, che modificarono lo schema di base del "telegrafo senza fili". Fu Reginald Aubrey Fessenden che nel 1906 riuscì per primo a trasmettere parole e musica a distanza attraverso l'uso di onde radio, sovrapponendo la corrente alternata generata da un microfono alle onde herziane in modo, come viene comunemente detto di modularle. Negli anni successivi il sistema venne perfezionato ed in breve si passò dall'utilizzo della radio come sistema solo di soccorso ed emergenza, come lo aveva concepito Marconi, ad un mezzo di informazione, comunicazione ed anche intrattenimento. Il resto è storia.

 
Radio Nora k4w

Radio Nora K4W, anno 1928-1929 (collezione privata)



Nella pratica la trasmissione del suono si ottiene attraverso un dispositivo (il microfono) che trasforma l'onda sonora nella variazione di corrente elettrica alternata di un circuito, in modo che ad un determinato suono corrisponda una determinata variazione. Tale variazione deve poi essere applicata all'onda radio portante, in modo che venga trasferita "via etere" sino ad un dispositivo ricevente (antenna) e ad un circuito che compie il procedimento opposto e la restituisce sotto forma di onda sonora all'ambiente (altoparlante). La modulazione consiste nel sovrapporre le oscillazioni della corrente derivanti dall'onda sonora, all'onda elettromagnetica. Tale sovrapposizione può avvenire facendo variare l'ampiezza dell'onda e mantenendo invariata la frequenza (modulazione di ampiezza o AM) oppure mantenendo costante l'ampiezza e facendo variare la frequenza attorno alla frequenza originale (modulazione di frequenza o FM). Questi sono i sistemi principali utilizzati ancora oggi nelle trasmissioni radio. In genere la modulazione di ampiezza si utilizza per onde lunghe, medie e corte, mentre per frequenze più elevate solitamente si utilizza la modulazione di frequenza (con un intervallo di frequenze in cui possono trovarsi entrambe le modulazioni). Infine ricordiamo che le trasmissioni in modulazione di ampiezza, come vedremo, hanno la caratteristica di raggiungere distanze più elevate a scapito di una minore qualità (sebbene sia possibile la stereofonia in ambito AM), mentre quelle in modulazione di frequenza sono utilizzate soprattutto in ambito locale (o nazionale con l'uso di ripetitori) ma garantiscono migliore qualità (la banda 88-108 MHz in FM si è affermata negli anni 70 e 80 soprattutto per la diffusione delle stazioni radio private che trasmettevano e trasmettono prevalentemente musica in stereofonia).

 

Telefunken Favorit Baby serie Giubileo

Telefunken Favorit Baby serie Giubileo, anno 1953 (collezione privata)


Oltre ad FM e AM esistono le modulazioni SSB, USB (banda laterale superiore) e LSB (banda laterale inferiore), trasmissioni CW (comunicazioni non vocali, come il codice morse) e trasmissioni RTTY (telex). La funzione SSB non è disponibile in tutti gli apparati riceventi (ricevitori multibanda) e viene utilizzata anche per la trasmissione, da parte di stazioni radio meteorologiche o satelliti, di meteofax (carte meteo, ha interesse soprattutto in ambito nautico ed aeronautico).

Riassumiamo infine le grandezze fisiche associate ad un'onda radio o più in generale ad un'onda elettromagnetica, ricordando la correlazione fra frequenza e lunghezza d'onda:

 
Grandezze associate all'onda elettromagnetica

 
Si definisce periodo T il tempo in cui l'onda compie una oscillazione completa, ovvero percorre una distanza pari alla lunghezza d'onda ƛ (lambda). Si definisce inoltre frequenza il numero di oscillazioni che l'onda compie in 1 secondo.

 
frequenza [Hertz] = 1 / T[sec]
 

da cui:

 
 T[sec]  = 1 /  f [Hertz]
 

poiché la velocità dell'ondaè data dal rapporto spazio percorso / tempo impiegato, essendo
 

 ƛ = lunghezza d’onda

T = periodo = tempo impiegato dall’onda per percorrere una distanza ƛ 
 


avremo:

 
velocità v = ƛ / T = ƛ * ( 1/T) = ƛ * f
 

con v = 300.000 Km / s = velocità della luce nel vuoto otteniamo infine:

 
f  [Hertz] = v  / ƛ
= 300.000 [Km / s] / lunghezza d'onda [m]
= 3 * 10^8 [m/s] / lunghezza d'onda [m]
 

lunghezza d'onda e frequenza sono quindi sempre correlate da questa relazione.

Nota: in questa trattazione prettamente matematica si è preferito utilizzare correttamente il simbolo m per metri in luogo del simbolo mt utilizzato in altre parti del sito e riportare i simboli delle grandezze fisiche fra parentesi quadre come nell'analisi dimensionale.

In pratica all'aumentare della lunghezza d'onda diminuisce la frequenza e viceversa. Le onde radio sono onde elettromagnetiche con frequenza da 3 Hz a 30 GHz (dove 1 GHz = 1 Gigaherz è pari a 1 miliardo di Herz). Lo spettro delle onde radio viene convenzionalmente suddiviso in "bande" in base ad intervalli di frequenza.

Per una suddivisione dello spettro delle onde radio si veda la seguente tabella:

 
 
Frequenza ELF SLF ULF LF MF HF VHF UHF SHF EHF
da 3 Hz 30 Hz 300 Hz 3kHz 300 kHz 3 MHz 30 MHz 300 MHz 3 GHz 30 GHz
a 30 Hz 300 Hz 3 kHz 30 kHz 3 MHz 30 MHz 300 MHz 3 GHz 30 GHz 300 GHz

dove 1 kHZ = 1000 Hz, 1 MHz = 1000 kHz, 1 GHz = 1000 MHz.

Le sigle significano: ELF = Extremely Low Frequency, SLF = Super Low Frequency, ULF = Ultra Low Frequency, LF = Low Frequency, MF = Medium Freqency, HF = High Frequency, VHF = Very High Frequency, UHF = Ultra High Frequency, SHF = Super High Frequency, EHF = Extremely High Frequency.
 

 

La propagazione delle onde ed il radioascolto

Analizziamo adesso come le onde radio si propagano dall'antenna della trasmittente a quella della ricevente. La conoscenza di questi fenomeni è utile per comprendere sia come la trasmissione e la ricezione delle onde radio viene influenzata dalle condizioni ambientali e dipenda dalle frequenze utilizzate. L'ascolto (e solo l'ascolto, senza trasmissione) di programmi di stazioni radio perlopiù a grandi distanze (sfruttando, come vedremo, le proprietà di propagazione per riflessione ionosferica delle onde a frequenze inferiori a 30 MHz) o di semplici trasmissioni amatoriali o di utilità (dette utility) viene chiamata radioascolto ed è una attività che (in seguito al Codice delle Comunicazioni del 2003) può avvenire con apparati SOLO RICEVENTI (cosiddetti "ricevitori multibanda") senza nessuna richiesta di autorizzazione a differenza dell'attività di radioamatore per la quale è obbligatorio il superamento di un apposito esame o di "dichiarazioni di utilizzo" come per apparati CB o PRM446 (si veda in merito la pagina delle Radio ricetrasmittenti). L'argomento del radioascolto, per quanto interessante, esula un poco dallo scopo del sito (a meno di non portarsi un ricevitore portatile in bivacco o rifugio, cosa non da escludere) e qua viene solo accennato. In rete si possono trovare parecchie informazioni e siti inerenti questa attività. Mi limito solo a fare presente, per quanto da me sperimentato, che a meno di essere in luoghi esposti su creste (es. Bivacco Crabun o Bivacco Lateltin) in genere per la loro limitata portata e la lontananza o non visibilità degli apparati ripetitori, in bivacco può risultare difficoltosa la ricezione delle stazioni che trasmettono in FM, mentre in genere è buona, ed ovviamente migliora nelle ore notturne, la ricezione di stazioni che trasmettono su onde medie o corte. Occorre quindi considerare questo fatto se si vuole avere la compagnia di un po' di musica o delle notizie via radio, la sera in bivacco in quanto una normale radio FM può risultare inutilizzabile o quasi. L'ideale sarebbe una radio tascabile, di quelle che stanno nel palmo di una mano, occupano poco spazio e pesano meno di 100 grammi, che riceva anche le onde corte. In commercio non ve ne sono molte, quelle di qualità costano sui 40-50 euro (nel 2010), diffidate da quelle troppo economiche, o perlomeno provatele, perchè spesso ricevono poco o in modo molto disturbato (fruscio e scariche varie).


 

La mia radio d'emergenze FM/AM/SW al Bivacco Gastaldi (10 ottobre 2009)

La mia radio Eton FR350 multibanda FM/AM/SW al Bivacco Gastaldi (10 ottobre 2009)
La trovate esaminata nella pagina degli Apparecchi a dinamo.

La propagazione delle onde può avvenire nei seguenti modi:

 
propagazione delle onde elettromaagnetiche

 
  • onda terrestre o di superficie;
  • onda riflessa dalla ionosfera;
  • onda spaziale diretta;
  • onda spaziale riflessa da satelliti naturali (Luna) o artificiali;


L'onda terrestre è quella che si ha quando l'onda viaggia direttamente da antenna trasmittente ad antenna ricevente rasentando la superficie del suolo e seguendo la curvatura della superficie terrestre. Le antenne devono essere ad altezza relativamente bassa rispetto al suolo che assorbe parte del segnale e minore della lunghezza d'onda  stessa. L'attenuazione dell'intensità delle onde da parte del suolo aumenta all'aumentare della frequenza delle onde stesse, per cui le onde a bassa frequenza come le onde lunghe (LW = Long Wave) e medie (MW = Middle Wave) si propagano a distanze maggiori che non le onde ad alta frequenza come le onde corte (SW = Short Wave). Le distanze raggiungibili arrivano a 1000-1500 Km.
 
Le onde che hanno frequenza inferiore a 30 MHz (detta frequenza critica) si propagano soprattutto per riflessione da parte della ionosfera (onde riflesse dalla ionosfera) e questo fenomeno avviene in modi diversi a seconda dell'ora del giorno, delle stagioni e delle condizioni ambientali, interferenza del vento solare, ecc. Per spiegarci più nel dettaglio occorre ricordare che la parte dell'atmosfera da 60 a 500 Km di altitudine, detta ionosfera, è per l'appunto sensibile alla radiazione ultravioletta proveniente dal sole che ne ionizza i gas costituenti. La ionizzazione dei gas costituenti l'atmosfera provoca una riflessione delle onde radio provenienti dalle antenne trasmittenti posizionate sulla superficie terrestre (che irradiano anche verso lo spazio). In genere occorre distinguere due momenti differenti, corrispondenti al giorno ed alla notte, ovvero alla presenza o meno della radiazione solare, in cui riscontreremo una differente ionizzazione e quini una differente riflessione delle onde radio. Si suddivide quindi schematicamente la ionosfera in quattro strati diversi, a differente ionizzazione: strato D (il più basso, da 60 a 90 Km di altezza, presente solo di giorno), strato E (da 90 a 130 Km), strato F1 (da 130 a 240 Km), strato F2 (da 240 a 450 Km). Durante la notte gli strati F1 ed F2 si riuniscono in un unico strato localizzato tra 250 e 350 Km. La ionizzazione aumenta durante il giorno (massima a mezzogiorno, quando i raggi solari tagliano l'atmosfera per il percorso più diretto verso terra) e durante l'inverno. 

 

Stratificazione della ionosfera
 


L'onda elettromagnetica attraversando gli strati più ionizzati subisce una deviazione rispetto alla sua traiettoria. Ogni strato attraversato comporta una deviazione si un angolo che si somma a quello dovuto allo strato precedente sino a che, quando l'angolo supera i 90°, l'onda tende ad essere riflessa verso il basso e a subire il processo opposto. Le onde quindi si propagano verso gli strati alti dell'atmosfera e, riflesse dagli strati più esterni della ionosfera, tendono a tornare verso terra a notevoli distanze dal punto di emissione. La frequenza delle onde influenza notevolmente il modo in cui la ionosfera e la sua ionizzazione tendono a deviare la traiettoria delle onde stesse. Le onde corte sono quelle che subiscono maggiormente il fenomeno della riflessione da parte degli strati ionizzati dell'atmosfera e si propagano quindi a distanze molto maggiori che non le onde medie e lunghe (che si propagano essenzialmente come onde di superficie), considerato che l'onda riflessa verso terra viene a sua volta riflessa dalla terra stessa verso l'alto e può tornare ad essere riflessa verso terra a sua volta. Il processo alla lunga tende ad esaurirsi ma con determinate frequenze si raggiungono notevoli distanze attorno alla superficie del pianeta. Per questo motivo le stazioni radio che trasmettono in bande di onde corte (SW = Short Wave) possono essere ascoltate a grandi distanze ed in nazioni molto lontane da quelle di origine. Il variare della stratificazione interna alla ionosfera ed il variare dell'intensità del vento solare e dei raggi ultravioletti provenienti da sole (secondo le ore del giorno, le stagioni, le perturbazioni magnetiche e l'intensità dell'attività solare) influenzano la propagazione delle onde corte nelle diverse frequenze. In pratica tutte le onde con frequenza inferiore a 30 MHz subiscono la riflessione da parte della ionosfera ma le onde medie e lunghe sfruttano meglio la propagazione come onda di superficie che non le onde corte.

 

Selezione bande FM - AM (MW) - SW in una radio multibanda (Etòn FR350)

Selezione bande FM - AM (MW) - SW in una radio multibanda (Etòn FR350) con sintonizzatore analogico

 
La differente stratificazione fra notte e giorno, estate ed inverno o la maggiore o minore ionizzazione degli strati in dipendenza del variare dell'attività solare, del passaggio di particolari sciami meteorici ecc. comporta quindi che, a seconda dei casi, alcune frequenze vengano riflesse ed altre no. Come indicazione di massima nel campo delle onde corte di giorno sono più facilmente ascoltabili le onde su bande da 22 a 13 mt. o meno, di notte quelle su bande da 49 a 25 mt. (prendendo come riferimento quelle della foto poco sopra).

 
Per conoscere come la radiazione solare influenza la propagazione delle onde radio, suddivise nelle diverse bande, dare un'occhiata alla seguente tabella (servizio in tempo reale del sito Solar Terrestial Data):


 



Le onde corte (e, in misura minore, anche quelle medie) sono inoltre molto sensibili alle interferenze, a differenza delle FM. In città la presenza di più sorgenti di onde elettromagnetiche ed altre onde radio rende la ricezione più difficoltosa che in montagna. La presenza di apparecchiature elettroniche o elettriche nella stessa stanza ove si accende la radio provoca un grande disturbo e la ricezione di pochissime stazioni (quelle per cui il segnale è più forte), in particolare sono fonte di disturbo i personal computer (anche se spenti ma con alimentatori sotto tensione, specie i portatili) e macchine con grosso potenziale magnetico (come un frigorifero o un asciugacapelli).  Occorre spegnere quindi tutto il possibile in vicinanza dell'antenna o perlomeno nella stessa stanza. Anche un semplice altimetro elettronico provoca disturbo se in prossimità dell'antenna (in questo caso però occorre metterlo quasi a contatto). Ma quello che disturba di più sono trasformatori ed alimentatori. Il radioascolto in montagna è in genere agevolato rispetto alla città per le minori interferenze, soprattutto se fuori dai centri abitati, a patto di trovarsi a quote abbastanza elevate ed aperte, non in una valle troppo chiusa ove, come per i telefoni cellulari, le onde faticano ad arrivare.

Si ha onda spaziale diretta quando le antenne si trovano ad altezza dal suolo maggiore della lunghezza d'onda stessa e le antenne si "vedono" come si suol dire (nel caso contrario occorrono dei ripetitori che ricevono e ritrasmettono il segnale, posti in posizioni intermedie). Le frequenze sono solitamente superiori a 30 MHz. Questo sistema è generalmente impiegato per le trasmissioni radio FM (da 88 a 108 MHz circa) e televisive (lunghezze d'onda attorno a 10 metri). L'onda spaziale diretta può essere agevolata, come avviene per la rifrazione / riflessione ionosferica, dalla rifrazione troposferica (scattering troposferico) ovvero dalla rifrazione negli strati dell'atmosfera sino a 60 Km di altezza.

Infine si ha onda spaziale riflessa da un satellite quando l'onda viene indirizzata volutamente in modo che la rifrazione atmosferica la proietti quasi completamente verso l'esterno dell'atmosfera affinché avvenga la riflessione verso terra da parte di un satellite artificiale (solitamente geostazionario, posizionato in un'orbita a circa 36000 Km di quota) o, in particolari condizioni e per brevi periodi, dalla stessa Luna, possibilità sfruttata abilmente da alcuni radioamatori. La riflessione permette di raggiungere notevoli distanze, da un continente all'altro.

Riassumiamo i concetti nella seguente tabella:

 

TIPO DI ONDE

 
frequenza
lunghezza d'onda
banda
TIPO DI PROPAGAZIONE APPLICAZIONI
lunghissime / lunghe

 
da 3 a 300 KHz
da 100 a 1 Km
VLF - LF
per onda di superficie (sino 1500 Km)
per rifrazione / riflessione nella ionosfera
comunicazioni intercontinentali,radio navigazione, radio localizzazione, radiodiffusione LW
medie

 
da 0,3 a 3 MHz
da 1 a 0,1 Km
MF
per onda di superficie (sino ad alcune centinaia di Km, maggiore attenuazione delle onde lunghe)
per riflessione nella ionosfera maggiore la notte, quando si attenua l'effetto dello strato D e si modifica lo strato F, rispetto al giorno
radiocomunicazione navi e aerei, radiodiffusione MW (in modulazione di ampiezza AM da 520 a 1605 MHz)
corte

 
da 3 a 30 MHz
da 100 a 10 mt.
HF
per onda di superficie sino ad alcune decine di Km (forte attenuazione)
per riflessione nella ionosfera, minore attenuazione delle onde lunghe e maggiore riflessione dallo strato F (distanze maggiori che le onde lunghe)
radiodiffusione SW a media e lunga distanza (stazioni internazionali), banda cittadina CB (27 MHz), servizi utility
cortissime

 
da 30 a 300 MHz
da 10 a 1 mt.
VHF-UHF-SHF-EHF
propagazione per onda di superficie praticamente nulla
propagazione per onda diretta con rifrazione nella troposfera
propagazione per riflessione su satellite (l'onda non viene rifratta nella ionosfera causa l'elevata frequenza)
VHF: collegamenti a brevi distanze, radiodiffusione FM (88-108 MHz), banda radioamatoriale (c.d. banda dei 2 mt.) tra 144 e 146 MHz, televisione banda I e II
UHF: televisione in banda III e IV,
banda radioamatoriale tra 430 e 440 MHz, radar, ponti radio telefonici (2 GHz), telefonia mobile a 900 MHz
SHF e EHF: radar e ponti radio telefonici digitali fra 11 e 13 GHz, radionavigazione, satelliti geostazionari

 
 
L'attività di radioascolto come detto è molto variegata. Le norme che la regolamentano sono essenzialmente la Legge 449/1997 (in vigore dall'1-1-1998), il DPR 64/200 ed il DLgs 259/2003 (Codice delle Comunicazioni Elettroniche). In sintesi si può suddividere in:

 
  • BLC = Broadcast Radio Listening, ascolto delle emittenti radio internazionali che trasmettono in onde corte, indirizzandosi ad un pubblico estero, con trasmissioni in lingua locale o nelle lingue dei paesi ai quali si rivolgono (spesso lo stesso programma viene trasmesso nello stesso orario in lingue diverse su frequenze diverse);

  • DX = ascoltare trasmissioni a diffusione locale (AM o FM) che in certe condizioni riescono a propagarsi a distanze molto grandi, valicando anche i confini nazionali.
  • SWL = Shortwave Listening, ovvero ascolto di radioamatori nelle frequenze a loro assegnate.


Per l'ascolto delle emittenti radiofoniche nelle bande tipiche a loro assegnate basta una radio che riceve in onde medie e corte anche limitatamente alle bande "broadcast", ovvero agli intervalli di frequenza in cui trasmettono le emittenti internazionali (come ad esempio la mia radio d'emergenza riportata in foto poco sopra). Esiste comunque una ampia gamma di ricevitori che sintonizzano tutte le frequenze da onde lunghe a onde corte (in pratica da circa 250 KHz a 30000 KHz) senza soluzione di continuità, permettendo la ricezione di frequenze al di fuori delle bande broadcast (servizi di utility, radio pirata, radioamatori e CB). Per l'ascolto delle trasmissioni radioamatoriali oltre i 30000KHz (30 MHz) occorrono invece apparati appositi. Apparati particolari sono i cosiddetti scanner portatili a banda larga, delle dimensioni di una ricetrasmittente palmare o da tavolo, che consentono la ricezione di tutte le frequenze o quasi (ad esempio da 0,1 a 2000 MHz ossia a 2 GHz) e oltre, in modulazione AM, FM, SSB, ecc. per l'ascolto di quasi tutto l'ascoltabile, dalle trasmissioni amatoriali, alle stazioni radio nazionali ed internazionali, ai servizi utility, alle stazioni TV (solo audio), ricetrasmittenti, ecc.. A tal proposito occorre ricordare che l'ascolto, sebbene tecnicamente possibile, non è sempre lecito per legge ed in particolare è perseguibile penalmente la divulgazione di informazioni riservate e sensibili. L'ascolto è libero senza problemi di carattere legale quando si tratta di bollettini meteo, notiziari e trasmissioni radioamatoriali o simili (a esempio i collegamenti radio del progetto ARISS con la Stazione Spaziale Internazionale o le trasmissioni in banda CB).

 

Scanner a banda larga Alinco DJ-X10

Scanner a banda larga Alinco DJ-X10 da 0,1 a 2000 MHZ, mod. WFM(*)-NFM-AM-CW-USB-LSB


 
(*) Negli scanner la modulazione FM viene indicata come WFM (Wide FM = Banda Larga FM) o come NFM.

 
Per comodità si riporta la suddivisione delle bande di radiodiffusione:

 
TIPO DI ONDE
 
FREQUENZA BASE INTERVALLO DI FREQUENZA
Onde Lunghe < 500 KHz 150-285 KHz
Onde Medie < 2 MHz 525-1605 KHz
Bande Tropicali    
120 mt. 2 MHz 2300-2495 KHz
90 mt. 3 MHz 3200-3400 KHz
60 mt. 5 MHz 4750-5060 KHz
Onde corte    
75 mt 4 MHz 3900-4000 KHz
49 mt 6 MHz 5850-6200 KHz
41 mt 7 MHz 7100-7350 KHz
31 mt 9 MHz 9400-9900 KHz
25 mt 11 MHz 11600-12100 KHz
22 mt 13 MHz 13570-13800 KHz
19 mt 15 MHz 15100-15800 KHz
16 mt 17 MHz 17480-17900 KHz
15 mt 19 MHz 18900-19020 KHz
13 mt 21 MHz 21450-21850 KHz
11 mt 25 MHz 25670-26100 KHz


Per le frequenze degli apparati ricetrasmittenti e delle bande a loro (inclusi CB, radioamatori, ecc.) utilizzabili anche in ambito montano, si veda la pagina  Radio ricetrasmittenti. Indirizzi e frequenze delle radio internazionali che trasmettono in broadcast si possono trovare su internet, ad esempio nei siti più sotto elencati, in particolare ricordiamo il sito http://www.bclnews.it/ .

Ricordiamo inoltre il D.M. 13 novembre 2008 che disciplina il Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze con i suoi allegati, che sostituisce ed integra il precedente D.M. dell'8 luglio 2002 e s.m.i., riportante la suddivisione di tutte le fasce dello spettro delle onde radio e degli impieghi ai quali sono destinate, reperibile sul sito ufficiale del ministero delle comunicazioni www.comunicazioni.it (scaricabile cliccando qui in formato pdf) oltre che in diversi siti che trattano il mondo radioamatoriale ed il radioascolto.

Per un'esame delle radio multibanda e del loro uso in montagna si veda la pagina Radio in montagna.

Link per approfondire e fonti


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  Monitoraggio della radiazione solare in rapporto all'influenza sulla propagazione delle onde
 

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